La FED sarà paziente

Negli Stati Uniti, i numeri relativi al mercato del lavoro rimangono robusti e i dati relativi ai PMI sono ancora in territorio espansivo.

La crescita dei salari in particolare, è stata incoraggiante, con i salari orari sopra il 3% negli ultimi 6 mesi, come si nota dalla figura sottostante. La figura, a dire il vero, mostra anche come bassi livelli di tassi di disoccupazione manifestatisi durante i cicli di espansione, siano stati accompagnati da una crescita dei salari. Da notare come tale combinazione di fattori, sia anche stato un segnale anticipatore della recessione.

Un elemento che potrebbe escludere tale scenario, differentemente dalle precedenti esperienze di rallentamento del ciclo, è la totale assenza del fenomeno inflattivo

Probabilmente sarà un segnale che la FED non ignorerà e che limiterà i rialzi prossimi futuri della banca centrale.

Annunci

ECB espande verso la normalizzazione

Ecco perché il passaggio verso la normalizzazione non potrà avvenire così rapidamente.

 Sulla falsariga della FED il processo sarà lungo; sono trascorsi infatti 14 mesi tra la fine del programma di acquisti da parte della FED e il primo rialzo dei tassi di interesse; ci sono voluti quasi tre anni per iniziare la riduzione del bilancio.

La BCE però si ritrova con rischi di recessione crescenti e con timori di disinflazione che si stanno rimaterializzando.

In Europa, il maggior canale attraverso cui le aziende si approvvigionano di liquidità è il canale del prestito bancario. La banca centrale dovrà monitorare attentamente questo aspetto: che tale canale non si prosciughi a causa della fine dell’acquisto di asset e sopratutto per la brusca interruzione della liquidità di sistema fornita in passato attraverso lo strumento della TLTRO.

Oltre 720 miliardi di euro di liquidità fornita attraverso questi canali sono ancora in essere; 489 miliardi scadranno nel 2020, con il rimanente nell’anno seguente.

Ciò significa che, senza nessuna azione, come ad esempio la fine del reinvestimento dei titoli in scadenza, il bilancio della BCE si contrarrebbe del 6% del GDP solo nel primo trimestre!

Ciò rappresenterebbe una contrazione improvvisa e repentina del bilancio, che nemmeno la FED ha mai sperimentato nel periodo in cui ha iniziato a ridurre il bilancio. Addirittura, la contrazione potrebbe essere ancora più incisiva se consideriamo che entro giugno di quest’anno, circa 400 miliardi di euro di finanziamenti ECB avranno una maturity inferiore all’anno e quindi non più eligibili per le banche dell’eurozona.

L’implicazione è che se la ECB non fornisse un nuovo round di finanziamento a lungo termine, si rischierebbe un atteggiamento restrittivo, associato ad un contesto economico in rallentamento.

L’iniezione di ulteriore liquidità non sarebbe in contrasto con l’idea di normalizzazione della politica monetaria, sopratutto se accompagnata ad esempio da un incremento dei tassi sui depositi verso lo zero.

German inflation

Le breakeven inflation in Europa e Usa sono in deciso ritracciamento. Se osserviamo l’andamento della BEI a 10 anni in Germania, questa quota attualmente al di sotto del tasso di inflazione core dell’eurozona.

La BEI attualmente quota 0,96 , tasso atteso di inflazione a 10 anni, paragonato al tasso di inflazione core all’1%. Questa situazione implica che, analizzando la serie storica, ogni volta che si è creato tale differenziale negativo, cioè un’esagerata (apparentemente) aspettativa di calo dell’inflazione attesa, rispetto a quella puntuale, si è successivamente assistito ad un rimbalzo dei titoli inflation linked.

Questo segnale concorda parzialmente con una visione del mercato, in questa prima parte del 2019, che ha sovrastimato i rischi di rallentamento della crescita globale, e degli Stati Uniti in particolare.

Un corretto repricing

images

Gli ultimi giorni sono stati caratterizzati da un forte incremento della volatilità sul comparto obbligazionario ed, in particolare, sul Bund, con conseguenti effetti su tutte le asset class. Sono state avanzate molteplici spiegazioni su questa improvvisa impennata di volatilità, arrivata proprio quando gli operatori erano ormai pronti a scommettere su un rendimento negativo del decennale tedesco. Va detto che quando i livelli sono così estremi come quelli venutisi a creare sul Bund bisogna mettere in conto la possibilità di movimenti estremamente bruschi, alimentati magari anche da fattori scatenanti di relativa significatività.

Nel caso specifico l’input è probabilmente arrivato dal “repricing” relativo della politica monetaria dopo i dati macro di questa prima parte dell’anno e la crescita delle aspettative di inflazione in Europa, su cui non ha giocato un ruolo secondario il rimbalzo del prezzo del petrolio.

Riteniamo che alle Banche Centrali possa fare comodo un rialzo del premio per il rischio sui mercati finanziari (inteso anche come premio per la duration) e che vadano lette in questa direzione le recenti dichiarazioni della Yellen (“i tassi di interesse a lungo termine sono su livelli molto bassi”, “potremmo vedere un deciso aumento quando la FED avvierà il rialzo dei tassi”). E’ significativo che queste dichiarazioni siano state rilasciate proprio mercoledì scorso in piena esplosione di volatilità.

Molto importante che le Banche Centrali dimostrino di avere la situazione sotto controllo al fine di evitare che una crescita del premio per il rischio si trasformi in avversione al rischio. In questo senso è fondamentale che dopo l’iniziale esplosione di volatilità, nelle prossime settimane il movimento ritrovi una certa compostezza con riguardo alla velocità del rialzo dei rendimenti e che non compaiano segnali di tensioni sui comparti a spread.

Nel breve termine:

– la volatilità sui bond;

– l’incertezza sulla Grecia;

– la delicata fase dell’economia americana;

sono elementi più che sufficienti ad alimentare la fase di incertezza.

Al tempo stesso non bisogna però dimenticare che vi sono le condizioni affinché:

– le Banche Centrali siano in grado di controllare il movimento sui bond;

– si raggiunga l’agognato compromesso sulla Grecia;

– il rallentamento dell’economia americana sia da imputare a fattori straordinari e quindi temporaneo.

 

Analisi Tecnica 2015

 

Immagine1

L’S&P500 sembra aver intercettato la parte alta del canale rialzista in area 2.100 punti. Il primo target al ribasso è posizionato a 1.900 punti (sulla parte bassa del canale rialzista che dura da 3 anni). Ci attendiamo nella prima parte dell’anno il raggiungimento del secondo target ribassista a quota 1.737. Lo scenario ribassista sarà messo in discussione soltanto con una chiusura mensile al di sopra di quota 2.100 punti.

Immagine2

Il Ftse100 disegna un perfetto doppio massimo con i prezzi del 1999 e si dirige verso quota 5.595 (sul 38,2% di ritracciamento di lungo periodo). Lo scenario ribassista sarà messo in discussione solo con chiusure mensili al di sopra dei massimi di periodo.

Immagine3

Il Dax non riesce a rompere i massimi oltre 10.000 punti e si dirige verso il primo target al ribasso a quota 9.000 punti e il secondo target in area 8.000 punti (supporto di medio/lungo termine), dove ci si attende nuova positività. Lo scenario ribassista verrà messo in discussione soltanto con ritorni sopra quota 10.000 punti.

Immagine4

L’indice svizzero è ancora lontano dai massimi assoluti segnati nel 2007. Ci si attende tuttavia la rottura della trendline supportiva di lungo periodo con target in area 7.500 punti. Scenario ribassista confermato alla perdita della trendline dinamica.

Immagine5

Il CAC40 disegna un flag di continuazione rialzista che sembra tuttavia voler intercettare un nuovo minimo di periodo prima di ripartire. Ci si attende il raggiungimento di quota 3.500 prima di una ripartenza rialzista. Scenario ribassista confermato con la rottura di quota 4.000 punti.

Immagine6

Il Ftsemib disegna una flag di continuazione rialzista. La perdita della trendline dinamica sembra indicare il raggiungimento di un nuovo minimo di periodo prima della ripartenza. Ci attendiamo il raggiungimento di quota 16.300 ed eventualmente un’estensione in area 15.000 punti. Solo ritorni stabili sopra quota 20.300 punti invaliderebbero lo scenario ribassista.

Immagine7

L’indice spagnolo disegna un interessante testa e spalle rialzista di lungo termine. Ci attendiamo il completamento della spalla destra in area 8.570 prima della ripartenza.

Immagine8

L’Eurostoxx intercetta la trendline discendente di lungo periodo e si dirige verso il target in area 265 punti dove ci si attende nuova positività.

Immagine9

L’indice giapponese ha rotto la trendline di lungo termine. Dopo una pausa di consolidamento verso i target 16.300 (chiusura gap) e verso 15.200 (pullback su precedente rottura) ci attendiamo nuova positività.

Immagine10

L’indice cinese (CSI300) ha rotto livelli statici e dinamici di lungo termine. Dopo una pausa di consolidamento in area 3.240 ci attendiamo nuova positività.

Immagine11

Il dollar index si spinge oltre la resistenza statica in area 90. Ci attendiamo il raggiungimento del primo target in area 95,90 ed eventualmente del secondo in area 101,85.

Immagine13

L’euro dollaro sembra diretto verso i supporti in area 1,12 e successivo in area 1,02. Soltanto eventuali ritorni con chiusure mensili sopra quota 1,25 invaliderebbero lo scenario pro dollaro.

Immagine14

L’oro si trova a ridosso della resistenza dinamica in area 1.230 il cui superamento proietterebbe l’oro verso quota 1.400 punti. Solo ritorni sotto quota 1.150 punti invaliderebbero lo scenario rialzista.

Immagine15

Il Crude Oil sta intercettando la trendline dinamica rialzista di lungo termine in area 45-47 dollari. Possibili estensioni ribassiste fino a quota 40 dollari (supporto statico importante) dove ci si attende un rimbalzo verso i primi target 64 dollari e 75 dollari.

Analisi del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 1.900 volte nel 2014. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 32 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Scenario bivalente

Inflation1_23Jan_190

Due sono gli scenari possibili che potrebbero concretizzarsi nei prossimi mesi: un intervento della BCE sul tema dell’acquisto dei titoli governativi europei (QE) in un ottica di peggioramento del quadro macro e deflazionistico; in seconda analisi, uno scenario in cui la BCE non pone in essere nessun intervento aggiuntivo non convenzionale, e le prospettive macroeconomiche migliorano gradualmente.

In entrambi i casi il mercato dei linker offre opportunità interessanti. Con una inflazione swap 5Y5Y forward all’1,79% e una breakeven a 10Y scesa sotto i 100 bp su tutti i mercati, è lecito pensare che il mercato sembra scettico sulla capacità della BCE di far ritornare l’inflazione verso il suo target.

Il continuo calo del prezzo del petrolio e la debolezza della domanda aggregata pesano sulla dinamica dei prezzi e rendono probabile un’ampia revisione al ribasso delle previsioni d’inflazione da parte dello staff della BCE. Ciò potrebbe essere sufficiente per indurre la banca centrale ad annunciare nel breve termine l’estensione del programma di acquisto di CB/ABS anche ai titoli governativi e/o corporate. Draghi ha infatti introdotto nel suo discorso al Parlamento europeo un elemento di novità rispetto a quanto si leggeva negli ultimi statement ufficiali del board, ovvero il concetto di urgenza affermando che: “We will do what we must to raise inflation and inflation expectations as fast as possible”. Un riferimento temporale più preciso è stato dato successivamente dal vice presidente V. Constancio che ha affermato che la BCE valuterà l’opzione di estendere il QE nel prossimo trimestre. Questo sembra essere lo scenario prevalente.

Il mercato dei linker offre opportunità interessanti perchè in entrambi gli scenari, dovemmo assistere ad un movimento di appiattimento delle breakeven inflation.

infl

Basti pensare che lo spread tra BTPei 9/16 e BTPei 9/23 è sceso da 120bp a 40 bp. La curva si è mossa al ribasso e in steepening su tratto 2-10 anni su tutti i mercati. All’implementazione di posizioni di flattening può essere aggiunta una componente di spread di credito, per massimizzare la performance in caso di QE (Germania vs Italia).