Turbolenze nipponiche

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• Le forti turbolenze sui mercati finanziari nipponici sono iniziate a partire da fine maggio. Il forte rialzo degli azionari domestici, accompagnati da una notevole svalutazione dello yen che avevano interessato i primi quattro mesi del 2013, sono parzialmente rientrati nel giro di poche settimane. Quali le ragioni?

• L’arrivo del nuovo primo ministro Abe a dicembre, del nuovo governatore della BoJ ad aprile, avevano alimentato una forte attesa di notevole interventismo della BoJ tale da far svalutare fortemente lo yen. Di fatto la BoJ ad inizio aprile ha annunciato diverse misure espansive, consistenti in parte in acquisto di asset ed in parte in prestiti.

• Lo scopo principale di tali manovre era il seguente: stimolare la diversificazione di portafoglio degli investitori domestici (molto concentrati in asset nipponici, in modo particolare i titoli governativi) attraverso acquisti di attività finanziarie estere. La conseguenza sarebbe stata una vendita di yen, che pertanto si sarebbe svalutato supportando per tale via le esportazioni del paese.

• Le intenzioni sono però andate in parte disattese, come testimoniato soprattutto dai dati forniti su base settimanale dal ministero delle finanze nipponico che, da inizio aprile hanno segnalato flussi di vendita netti di azioni e soprattutto di obbligazioni estere da parte di investitori domestici.

• Gli operatori hanno allora cominciato ad attendersi un incremento delle manovre BoJ, soprattutto nella parte inerente agli importi in acquisto di titoli governativi domestici, i cui tassi nel frattempo sono fortemente risaliti sulla parte a lungo termine. La BoJ però ha continuato a mantenere invariate le manovre annunciate ad aprile, pur manifestando la disponibilità ad un approccio flessibile di politica monetaria.

• L’evidenza però dell’inefficacia della politica monetaria, testimoniata dalle vendite nette degli investitori domestici prima citate, ha alimentato il nervosismo degli operatori che, spesso (ieri ne è stato l’ennesimo esempio) in occasione della pubblicazione dei dati settimanali del ministero delle finanze (ogni giovedì) hanno ripreso ad acquistare yen, dal momento che i dati non supportavano il successo dello schema di causa ed effetto atteso dalla BoJ.

• In prospettiva saranno pertanto da monitorare da un lato le prossime mosse della BoJ e dall’altro le risultanze dei dati pubblicati ogni giovedì dal ministero delle finanze. La prossima riunione BoJ è fissata per il 10 luglio. Prima di allora avremo le minute dell’incontro del 21 maggio (in pubblicazione il 14 giugno) ed ovviamente i citati dati settimanali del giovedì.

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L’era glaciale

imagesI dati macro ci mostrano che gli Stati Uniti e l’Eurozona si stanno lentamente muovendo verso una deflazione in stile Giapponese?
Negli ultimi 15 anni la maggior parte degli investitori si è rifiutata di notare che gli eventi, nel mondo occidentale, hanno giocato in una maniera molto simile alla situazione del Giappone degli anni ’90. Ma gli ultimi dati sull’inflazione sulle due sponde dell’oceano, confermano il fatto che per ora siamo di fronte a una breve recessione, ben lontani dalla deflazione stile Giapponese.
Di conseguenza, gli investitori si rifiutano di credere che il mercato equity possa scendere, in uno scenario di rampante QE da parte delle Banche Centrali. Si stanno sbagliando?!
Avendo come sfondo un virtuale, illimitato QE, non vediamo nessun sostenitore della corrente di pensiero che indichi l’equity indirizzato verso un sostanziale declino; neanche di fronte ad una eventuale ricaduta in recessione degli Stati Uniti. L’intossicazione da QE ha drogato gli investitori, facendogli credere che si possa partecipare in eterno alla festa della liquidità illimitata.
La recessione, accompagnata da una conclamata deflazione, avrà come risultato quello di minare la fiducia degli investitori. E allora sarà tutta un’altra musica.