Steepening!

Recentemente si è sentito parlare di ‘steepening’ della curva americana.
Si intende che la differenza tra tassi a lunga e breve scadenza è elevata, col risultato di disegnare una curva dei rendimenti molto ripida.
E’ interessante notare che il differenziale tra tassi swap USA a 10 anni e a 2 (attualmente 2.47%) è molto vicino ai massimi storici (circa 2.75%) toccati con precisione quasi svizzera nel periodo 1991/92, 2003/04 e 2009/11.
In passato situazioni di steepening così elevate sono durate molti mesi, se non anni e ciò rende attuale andare alla ricerca di bond le cui cedole sono legate al differenziale tassi. Possiamo inoltre pensare che se ci saranno ulteriori rialzi nei rendimenti a lungo termine, dovranno essere accompagnati da un analogo movimento delle scadenze più corte.
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Independence day

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Il 4 Luglio prossimo si riunisce, come di consueto, il board della Banca Centrale Europea, nella giornata in cui, oltreoceano,  i mercati saranno chiusi per la nota festività.

Sarà un meeting probabilmente che segnerà la presa delle distanze tra Fed e BCE, non solo perché quel giorno sarà per noi lavorativo e per gli Stati Uniti no, ma perché con ogni probabilità Draghi rimarcherà come la exit strategy per l’Europa sia ancora molto distante, ponendo l’accento sull’inesistente inflazione, il nervosismo dei mercati e i persistenti rischi di downside.

Non solo il tono potrebbe confermarsi estremamente accomodante, ma sono probabili degli interventi verbali rivolti al mercato, al fine di calmierare i rendimenti della zona euro, dopo i recenti movimenti verso l’alto.

Le paure per l’inizio della manovra restrittiva da parte della Fed hanno infatti causato un’impennata dei rendimenti dei titoli governativi (e non solo) di tutta la zona euro e causato un generalizzato, anche se non drammatico, restringimento delle condizioni monetarie. Negli ultimi giorni, si è assistito a un parziale rientro verso la normalità, soprattutto per i rendimenti della periferia,  ma il campanello d’allarme oramai è suonato a Francoforte.

In generale, quello che verrà rimarcato sarà che la BCE e la Fed in questa fase hanno delle politiche monetarie che viaggiano su differenti binari, riaffermando che le direttive di politica monetaria rimarranno accomodanti per tutto il tempo necessario. Il messaggio che dovrà risuonare chiaro riguarda il livello dei rendimenti della zona euro, che dovrà rispecchiare la situazione economica, anche di ogni singolo stato, ma non deve essere influenzata da shock esterni.

I rendimenti dei governativi europei notoriamente non sono un target di politica monetaria, ma è ormai chiaro che erratiche turbolenze in questo ambito, potrebbero mettere a repentaglio gli obiettivi di politica monetaria, facendo riaffiorare le tensioni sulle condizioni di funding delle banche e a catena rischi al ribasso per le condizioni economiche e la stabilità dei prezzi.

 

SBUND

La situazione tecnica del rendimento sul Bund a 10 anni appare molto interessante. Per la terza volta in pochi mesi è stato testato il supporto attorno a 1,15%; gli oscillatori settimanali indicano rialzo con obiettivo 1,70%. Il movimento ha coinciso con una ripresa della forza relativa dei Basic Resources nell’ambito azionario. Siamo giunti al punto in cui sono sufficienti dati macro in leggero miglioramento (es. non farm payrolls US e produzione industriale DE) per far muovere parecchio all’insù i rendimenti risk free, non solo nell’area Euro.Image