Materia e antimateria

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Quali sono i potenziali effetti di una manovra da parte della BCE, che prospetti tassi negativi sui depositi? Vediamo quali possono essere gli effetti positivi e negativi di tale manovra; le ripercussioni sui mercati finanziari e sugli operatori di mercato.
Ci dobbiamo chiedere se a Francoforte arriveranno a tanto; cioè a creare l’antimateria, i tassi negativi sui depositi presso la BCE. Al momento, con l’outlook e le previsioni macroeconomiche attuali, ci sono il 20-25% di probabilità di assistere al taglio di 0,25% del tasso refi, e un 5-10% di vedere un taglio dei tassi sui depositi; che diverrebbero così negativi.
Non sarebbe, nel mondo finanziario moderno, la prima volta se vedessimo tassi negativi sui depositi. Già altre realtà quali Svizzera, Danimarca, Svezia, hanno sperimentato uno scenario del genere; in principal modo per limitare la forza eccessiva del tasso di cambio.
La BCE invece, se agisse in tale misura, romperebbe un tabù: sarebbe la prima banca centrale a muovere i tassi in negativo con motivazioni esclusivamente di politica monetaria, e con effetti su un numero elevato di paesi e su enormi ammontari di depositi.
Vediamo brevemente quali possono essere i vantaggi e gli svantaggi di una simile mossa di politica monetaria.

Vantaggi:
– Il meccanismo di trasmissione della politica monetaria espansiva (ridurre i tassi sui prestiti e ridurre il costo del capitale per chi prende a prestito) funzionerebbe anche in presenza di tassi negativi sui depositi. L’unico rischio è che le banche, in presenza di tassi negativi, aumentino la detenzione del cash.
Difficile è prevedere invece l’effetto sui volumi di prestiti e impieghi in tale contesto, perchè essi dipendono anche da altre dinamiche (crescita economica e rischio sugli impieghi).
– Tassi negativi incoraggiano le banche principali ad investire in asset più redditizi e a più alto rendimento, più probabilmente tra i periferici, riducendo la frammentazione dei mercati finanziari.

Svantaggi:
– Difficoltà di ordine tecnico, anche se la BCE ha affermato che si ritiene “tecnicamente pronta”.
– Potenziali problemi di ordine legale in certe giurisdizioni.
– Impatto negativo sulla profittabilità delle banche; sopratutto su quelle dei paesi “core”.
– Impatto negativo sull’industria del mercato monetario; possibili collassi dei volumi sul mercato monetario, interbancario dei depositi.
– Danni causati al mercato dei pronti contro termine.
– Pericoli di tesorizzazione della moneta; nel tentativo di limitare i costi di tassi negativi, le banche trasformano la moneta elettronica in moneta fisica, che viene custodita nei caveau, con lievitazione dei costi.

In conclusione, se i vantaggi dal punto di vista macroeconomico saranno sufficientemente giustificati, nessuno degli svantaggi sopra menzionati, fermerà la BCE dal portare in maniera seppur modesta i tassi in territorio negativo (-0,25%). E’ anche vero che altre banche centrali hanno preferito rispettare il plafond dei tassi zero e si sono focalizzate solamente su una comunicazione di guidance futura sui tassi di interesse e su una massiccia campagna di acquisti di asset per stimolare l’economia. Sarà forse questa la strada scelta?

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